Benvenuto in Hproject.org
H Project è il punto di incontro di tutti coloro che vogliono mettere alla prova le loro capacità di capire e manipolare la tecnologia informatica, a qualsiasi livello e di fronte qualsiasi difficoltà.
Soprattutto, vuole dimostrare il genio ed il talento dei giovani calabresi in tutto ciò che è innovazione.
Giocare, dunque, giocare con la tecnologia e con l'informazione per crescere come persona e come gruppo.
"Sondare, conoscere, condividere, ricercare. Questa la nostra missione.
E' gradita la curiosità, il genio, la follia. Sono del tutto sgradite le regole, la burocrazia ed il conformismo.
E' una sfida, principalmente a te stesso, poi al mondo.
Comprendere la tecnologia e mettere mani nella scatola per aprire ciò che vorrebbero chiuso e svelare ciò che vorrebbero nascosto."
Tutto questo, e molto ancora, è H Project.
Il giorno di Linux
Sabato 24 ottobre ci troveremo tutti presso l'Università Magna Grecia di Catanzaro per festeggiare il Linux Day 2009.
Troverete qui tutte le info: http://hproject.org/index.php/linux-day-2009.html
Microsoft vede Linux come un concorrenteLa crescita del Pinguino su mercati emergenti e l'esplosione dei netbook portano BigM ad alzare la guardia. Una sfida a cui si assiste anche per gli OS mobile Roma - Linux, combinato con i netbook, rappresenta un concorrente da non sottovalutare: in una comunicazione alla US Securities and Exchange Commission (SEC), BigM ha espresso il suo parere circa la situazione attuale del mercato, considerando il settore dei PC desktop e quello, sempre più esteso, dei netbook. In particolare, l'azienda statunitense inizia a considerare come una minaccia l'avanzata dell'armata che viene identificata sotto la bandiera *nix. Stando a quanto dichiarato in un report da poco rilasciato, Microsoft si trova ad affrontare "una forte competizione intrapresa da aziende con un diverso approccio al mercato del settore PC, tra cui Apple, Canonical e Red Hat". Ultimo aggiornamento (Lunedì 24 Agosto 2009 18:26) |
Il giovedì nero dei social networkSuperata la tempesta, si cominciano a fare ipotesi sulle cause. C'è chi parla di uno scontro geopolitico, chi della nuova variante di un pestifero worm, chi di semplice spam Roma - Conclusosi il moderato psicodramma provocato dall'attacco a Twitter e ad altri siti di social networking come Facebook e LiveJournal, gli sforzi sono ora concentrati nel cercare di capire cosa sia successo in realtà. Le ipotesi si moltiplicano, così come i dubbi sulla effettiva maturità in quanto a sicurezza della piattaforma di micro-messaging più usata, e sulla fragilità dei network più popolosi usati come infrastruttura di comunicazione da aziende e privati.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 24 Agosto 2009 15:12) |



